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il Punto

Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici EPBD

Nei giorni scorsi, le negoziazioni sulla revisione della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD, quella giornalisticamente chiamata Direttiva Case Green) hanno fatto importanti passi avanti e probabilmente si concluderanno entro fine dicembre, in una direzione di ampia flessibilità per gli Stati membri.

Il team negoziale del Parlamento europeo è dovuto tornare indietro su alcuni aspetti della propria posizione iniziale, ma questo era l'unico modo per garantire un livello di ambizione che andasse verso la proposta iniziale della Commissione europea e mantenere le disposizioni per cui ci si è sempre battuti, in primo luogo quelle relative alle famiglie più vulnerabili.

Si è trattato di una riunione di trilogo lunga ed estesa, tuttavia si è riusciti a trovare un terreno comune sull'aspetto più importante della direttiva: le classi energetiche (EPC) e il quadro sulle ambizioni di ristrutturazione nell'ambito degli standard minimi di prestazione energetica (MEPS).

Per quanto riguarda le EPC, è stato convenuto che:
  • Gli Stati membri dovrebbero avere la flessibilità necessaria per stabilire la scala e la distanza tra le classi, ma ciò dovrebbe avvenire entro un'equa e adeguata distribuzione.
  • Le classi saranno divise tra A e G.
  • Gli Stati membri potranno introdurre la classe A+ per gli edifici che sono migliori degli edifici a emissioni zero (ZEB) e che apportano un contributo netto annuo positivo alla rete energetica, come ad esempio le case passive.
  • Non vi sarà armonizzazione dei sistemi nazionali di classe energetica.
  • La validità dei certificati di prestazione energetica rimarrà a 10 anni, mentre i proprietari di edifici a basso rendimento riceveranno un invito al loro sportello unico più vicino per una consulenza sulla ristrutturazione.

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Presentazione del Rapporto 2022 "Donne gravemente sfruttate" dell’associazione Slaves No More

Presentazione a Milano del Rapporto 2022 Donne gravemente sfruttate dell’associazione Slaves No More – Conclusioni degli impegni presi durante la Conferenza Stampa 

Il 12 maggio è stato presentato anche a Milano il Rapporto 2022 di Slaves No More, dal titolo Donne gravemente sfruttate

Il rapporto approfondisce con dati preziosi la situazione di sfruttamento femminile in 3 ambiti: nella vita e nel lavoro domestico, nell’agricoltura e nella violenza sessuale.

Con questa iniziativa porto avanti l’impegno del mio gruppo parlamentare (S&D), il quale è stato sempre attento e volto a superare le varie condizioni di sfruttamento, con particolare attenzione a quello delle donne. 

Ma il mio impegno sul tema va oltre quest’evento. Nella conferenza stampa ho infatti preso alcuni impegni:

  • Diffusione dei risultati del Rapporto presso le Commissioni di Pari Opportunità, le Consigliere di Parità e le associazioni che si occupano di tratta;
  • Proposta alla Commissione FEMM e ad altri livelli del Parlamento europeo dell’avvio di una survey o di una ricerca per conoscere la situazione anche negli altri Paesi europei;
  • Accrescere e finalizzare meglio la parte progettuale dei programmi europei per aumentare la loro capacità di intervento;
  • Presentare il Rapporto anche in Europa.

È necessario continuare la collaborazione tra policy maker, istituzioni, associazioni, cittadini e cittadine, e Accademia per raccogliere dati ed elaborare soluzioni affinché le donne subiscano sempre meno queste condizioni di sfruttamento.

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Un certificato Covid digitale per promuovere e facilitare la libera circolazione nell’Ue

Il 1 luglio 2021 è entrato in vigore il Certificato Covid digitale dell’Ue, uno strumento che incontra l’esigenza delle cittadine e dei cittadini europei di muoversi liberamente e in sicurezza in questo periodo storico così complesso, dovuto alla pandemia, e che individua un insieme di regole comuni a tutti gli Stati membri nell’ambito della revoca graduale e coordinata delle restrizioni alla libertà di circolazione.

Questo certificato è, a tutti gli effetti, un diritto di ciascun cittadino.

L’obiettivo, infatti, è proprio quello di facilitare gli spostamenti delle persone in una fase dell’emergenza sanitaria in cui, gradualmente, si torna a viaggiare e a riprendere le proprie abitudini. Quindi, da una parte, vi è la necessità di garantire l'esercizio del diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio dei Paesi europei, dall’altra quella di definire una strategia efficace, coordinata e trasparente per arginare la diffusione dell’epidemia e, perciò, tutelare la salute pubblica.

All’interno di questo quadro, è opportuno precisare che il Regolamento (UE) 2021/954 si riferisce anche ai cittadini di Paesi terzi che soggiornano o risiedono regolarmente all’interno dello spazio Schengen.

Ma passiamo agli aspetti pratici. Il Certificato Covid digitale dell’Ue comprende a sua volta tre tipi di certificati, che vengono rilasciati gratuitamente in formato digitale o cartaceo: quello di vaccinazione, quello di un test negativo e quello di guarigione dal Covid-19.

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L'Europa dei senzatetto

Si calcola che nei Paesi Ue le persone senza fissa dimora siano 700mila, mentre in Italia, all’inizio del 2020, si contavano circa 50mila senzatetto, ma trattandosi della forma più estrema di esclusione sociale anche i dati sono incompleti e difficili da aggiornare.

Le città fanno da sfondo a una condizione di grave precarietà che oggi è complicata dal coprifuoco e dalle chiusure che contribuiscono all’isolamento e all’abbandono di chi vive per strada. Anche l’assistenza sanitaria è un miraggio per chi, di norma, è escluso da ogni forma di servizio sociale.
  • Il numero di senzatetto nell’UE negli ultimi 10 anni è aumentato del 70%.
  • Il fenomeno dei senzatetto è una delle forme più gravi di povertà, causato da una combinazione di fattori strutturali, istituzionali e personali.
  • I Paesi UE dovrebbero depenalizzare il fenomeno e fornire pari accesso ai servizi pubblici come l'assistenza sanitaria, l'istruzione e i servizi sociali.

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Coronavirus - Global Response

La Commissione ha lanciato diverse azioni specifiche di ricerca e innovazione attraverso Horizon 2020 dall'inizio dell'attuale crisi. Queste azioni riguardano l'epidemiologia, la preparazione e la risposta alle epidemie, lo sviluppo di diagnostica, trattamenti e vaccini, nonché le infrastrutture e le risorse che permettono queste attività di R&I. Al fine di accelerare lo sviluppo di vaccini, nuovi trattamenti, test diagnostici e rafforzare i sistemi medici nella lotta contro il coronavirus, è importante intensificare ulteriormente la mobilitazione di fondi nell'ambito di Horizon 2020 per contribuire alla maratona di impegno Global Response lanciata il 4 maggio 2020.

La tabella seguente fornisce una panoramica completa di tutti i fondi stanziati e pianificati disponibili nell'ambito di Horizon 2020 per contribuire alla maratona di impegno del Coronavirus Global Response. In totale, 1 miliardo di euro è impegnato nell'ambito di Horizon 2020.

Per contribuire a raggiungere gli obiettivi della risposta globale del Coronavirus, sarà mobilitato 1 miliardo di euro nell'ambito del programma faro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, Horizon 2020.

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